Perchè non c'ho pensato prima di scrivere il mio diario on line?
Perchè non stavo abbastanza bene per farlo e mettere nero su bianco il mio stato era doloroso.
Il dolore. Ho fatto la sua esperienza tante volte ma questa volta mi accompagna praticamente da un anno in modo ininterrotto.
Ecco ora l'ho scritto e fa male scriverlo perchè lo rendo ancora più reale...invece vorrei rimuoverlo per sempre dalla mia vita.
Sto cercando di farlo con tutta me stessa. Sto giocando il tutto e per tutto...lo sto facendo davvero e mi sto trovando ad avere un coraggio che non avrei mai immaginato...
Eppure non ho scelta. Per la prima volta nella mia vita - dopo l'esperienza già avuta col dolore della malattia in passato - mi sono sentita sola. Sola davvero anche se con delle persone che cercando di aiutarti. Sola col dolore. Sola nella notte a non trovare una soluzione a questo dolore. Sola senza vedere un futuro se non arrancando. Poi è successo qualcosa nell'ultimo mese.
Come se questo problema anzichè darmi disperazione mi cominciasse ad aiutare a capire chi sono veramente e chi ho sempre avuto intorno. C'era bisogno di questo per capirlo?
Sì c'era bisogno e purtroppo l'ho capito solo ora. E' come se volessi spiegare il sapore di un frutto che ti piace senza mangiarlo. Solo se lo gusti e lo assaggi bene sai com'è quel gusto e puoi provare anche a raccontarlo ma prima no. E' impossibile.
Così è per me. Stanno cadendo i veli. Stanno cadendo tante illusioni e anche quello che pensavo ci fosse di bello in alcune persone si sta rivelando una finzione. Questo è più doloroso del male in sè. Questo è il deserto vero. E la cosa più triste è che non posso nemmeno dirlo più di tanto perchè mi vergogno. Mi vergogno a dire che mi fanno pesare tutto. Finchè sono stata performante e davo era un conto. Ora che ho bisogno io...tutto pesa. E torno bambina. Ora che come allora non cammino sulle mie gambe e ho bisogno mi rendo conto di quanto mi facciano sentire inutile e di peso...scomoda. Così era da piccola... così lo è sempre stato. Non mi compiango, dico la verità. Ora ho la lucidità per farlo, me lo sono nascosta per tanto tempo ma ora non posso più farlo. Il lavoro che sto facendo su me stessa è faticoso ma porta i suoi frutti, Il primo è la "consapevolezza" di quello che è stato veramente. Perchè da quello derivano tante altre situazioni che non mi sapevo spiegare. Solo fermandomi forzatamente per la gamba è venuto fuori tutto. Non ci vuole un terapeuta. Solo aprendo la mia anima a me stessa posso farlo. Certo sono in grado di farlo solo con le tecniche che ho imparato in questi anni e che ora sono il mio pane quotidiano. Ho sete di impararne ancora. Vista la situazione posso limitarmi solo ai libri e ai video...ma spero che arrivi il mio tempo di nuovo.
Ieri sono stata felicissima per il pacco di testi utilissimi che mi è arrivato. Una piccolo sogno che si è avverato. Mi terranno compagnia per un bel pò. Il libro di Robeto Berruti è stupendo...l'ho iniziato ieri sera. Ho da imparare davvero tanto da lui e lo sto già facendo. Spero ce la faccia. Spero che con la sua consapevolezza esca anche lui dal suo incubo perchè lo merita tantissimo.
Vorrei essere con lui nella sua stanza di ospedale ora e fargli un massaggio al collo per farlo riposare meglio.
Un altro regalo di questa mia piccola grande tragedia personale è la certezza della sacralità del corpo. Già lo sapevo. Ora è religione in me. Il corpo di ciascun essere vivente. Sacro. Inviolabile. Ma per capirlo e amarlo e accettarlo bisogna rischiare di perderlo - come sto facendo io - altrimenti lo si dà per scontato.
Oggi è stata una giornata dolce e amare al contempo.
Dolce perchè la mattina è stata caratterizzata da poco dolore, dopo mesi mi sono smaltata le unghie dei piedi per premiarli un pò che mi lasciano in pace. Ho messo smalto giallo. Andava di moda la scorsa estate ma io la moda non la seguo...e sono felice di averlo ancora con me. Sto apprezzando tutto anche il più piccolo particolare.
Poi stamani ho programmato cose. Mi sono riguardata la cura omeopatica e l'ho ordinata. Lo stomaco alti e bassi. Sono molto preoccupata che mi ritarda le cure. Interrompere l'unico farmaco che mi ha fatto sentire diversa davvero mi distrugge. Sto facendo e prendendo di tutto per calmare il fuoco che sento dentro. Il medico ieri mi ha detto che ho anche esofagite. Mi sono spaventata...ci mancherebbe solo quella.
ieri sera mi sono fatta l'iniezione da sola...ho sentito male ma è andata ok.
Nel pomeriggio mi sono addormentata nel letto giù stremata come sempre. Al risveglio non mi sentivo bene. Ma ho sentito tanta gratitudine nel cuore. Perchè mamma mi era andata a prendere le medicine. Poi in agosto è difficile reperirle.
Sono tornata bambina. Su un post it ho disegnato una mamma e una piccola che si abbracciano. Glielo volevo far trovare in cucina. l'ho appiccicato al frigo. Ma avevo come un presentimento vecchio in me...impresso nella mia memoria di bambina piena zeppa di sensi di colpa e paure. Infatti...quand'è arrivata...come tante volte in passato è entrata senza salutare come sempre col viso cupo...rinfacciando tutto quello che aveva preso e comprato. Dopo aver detto che aveva pagato con mio bancomat che ormai utilizza lei. ... e a me fa piacere ma non farmi pesare tutto. Non dirmi che è sempre stanca per colpa mia ...perchè non è vero. Me lo ha sempre detto. Me lo ha sempre rinfacciato. Mi ha fatto sentire il peso di tutta la sua vita. Di come se l'è resa da sola miserabile. Solo ora ho separato il mio corpo dal suo. Il mio corpo malato che ha bisogno di cure ma soprattutto dell'Amore che nessuno può darmi se non me lo do da sola. Come la notte quando mi abbraccio e sento il calore della pelle e nonostante tutto e tutti ringrazio per esser viva.
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